Nel TIRAMISÙ DAY che si è celebrato il 21 marzo di ogni anno, il dessert al cucchiaio a base di savoiardi inzuppati nel caffè, conferma la sua posizione di dolce più amato anche a domicilio! Secondo l’Osservatorio Just Eat il tiramisù è il re dei dolci a domicilio con 9.400 kg.

Il primo documento nel quale viene rinvenuto il nome “Tiramisù” riferito ad un dolce a base di savoiardi, crema al mascarpone, uova, zucchero e cacao risale al 1959, per l’esattezza al 13 dicembre 1959 ed è una ricevuta di conto del Ristorante Roma di Tolmezzo (UD).

La signora Norma Pielli, che unitamente al marito Beppino Del Fabbro gestiva il Ristorante Roma, aveva infatti elaborato una variante del “Dolce Torino” dell’Artusi (sostituendo l’Archèmes con il caffè e la crema al burro con il mascarpone, ed aggiungendo gli albumi montati a neve).

Questo dolce, con il nome di “Trancia al mascarpone” veniva servito nel ristorante sin dal 1952 (lo si trova infatti in un menù di quell’anno); ribattezzato quindi con il nome “Tiramisù”, poiché alcuni clienti (verso il 1954/55) ritenevano che questo dolce “tirasse su”. Teniamo infatti conto che, in quegli anni, Tolmezzo era una tappa obbligata per tutti gli sciatori in rientro dopo una giornata sulle piste da sci e quindi particolarmente desiderosi di un dolce che rimettesse in forze. Ma vi è un altro luogo in Friuli Venezia-Giulia dove, sin dal dopoguerra, veniva preparato un dolce dal nome “Coppa Vetturino Tirime sù”: quel luogo era la “Trattoria al Vetturino” di Mario Cosolo a Pieris d’Isonzo (GO).

Mario, ristoratore e figlio di ristoratore, aveva creato un dolce in coppa con una base di pan di Spagna, bagnata con del Marsala e ricoperta da una crema con tuorli e panna. Senza mascarpone, quindi, ma come ama ripetere Flavia Cosolo (figlia di Mario e che ho avuto il piacere di conoscere personalmente), fu il primo dolce italiano a portare questo nome. Ed il Veneto? Che da sempre rivendica i natali del Tiramisù… ? Ci arriviamo! Sebbene nel libro Storie di Zeno (Piazza Editore – 2005) Zenone Giuliano vorrebbe riconoscere un’origine allusiva e peccaminosa al Tiramisù, facendolo addirittura nascere in una casa di tolleranza di Treviso, di ciò non vi è alcuna alcuna prova storica.

Però a Treviso sono ben due i ristoranti che si contendono la primogenitura del Tiramisù. Essi sono: “Al Fogher” e “Alle Beccherie”. Al ristorante “Al Fogher” nel 1958 venne in visita una principessa di Grecia e, per l’occasione, la signora Speranza Bon preparò un dolce monoporzione che chiamò “Coppa Imperiale” a base di pan di Spagna, mascarpone, tuorli e caffè. Questo dolce viene servito tutt’ora con il nome di “Coppa Imperiale Tiramisù della casa”.

Del Tiramesù (con la e) delle Beccherie ne parlò per la prima volta la rivista “VinVeneto” nel 1981, in un articolo firmato da Giuseppe Maffioli. Questo dolce nacque un po’ per caso, ispirato allo sbattutin (cioè l’uovo sbattuto con i savoiardi) che si dava ai bambini. Poi, ad opera dello chef RobertoLoli Linguanotto che iniziò a lavorare Alle Beccherie nel 1966, la ricetta venne messa a punto ed il “Tiramesùdolce Gioioso et Amoroso” (senza gli albumi) iniziò ad essere servito nel celebre piatto rotondo da portata.

In definitiva: ci basiamo su dati storici e documentali o sulla tradizione orale per stabilire dove sia nato il Tiramisù? Poco cambia, il Tiramisù è ormai diventato un dolce trans-nazionale e conosciuto in tutto il mondo (grazie proprio ai Trevigiani ed ai Veneziani che contribuirono a farlo conoscere all’estero), dando pertanto lustro all’Italia intera e questo è, indubbiamente, ciò che più conta.

Fonte: Ristorazione Italiana Magazine

walter-ferretto_-albergo-astichef walter ferretto