Continuiamo il viaggio intrapreso nella prima parte di questo articolo, alla scoperta di tutte quelle credenze e falsi miti più o meno popolari sul cibo che ancora oggi condizionano le nostre abitudini alimentari: alcune volte la saggezza delle vecchie tradizioni è buona consigliera, ma per il cibo non è sempre cosiL’olio d’oliva contiene più calorie di quello di mais?

L’olio a prescindere se di semi o di oliva ha lo stesso contenuto calorico. È grasso al 100% e quindi apporta 9 kcal per grammo, un cucchiaio 90 kcal. Va quindi consumato con moderazione, non più di 2-3 cucchiai al giorno. In molti sono ancora convinti che per una frittura leggera sia da preferire l’olio di semi. Invece una recente pubblicazione non lascia dubbi:  l’olio d’oliva resiste meglio al calore della friggitrice o della padella rispetto agli oli di semi, il cibo fritto in olio di oliva è meno dannoso per la nostra salute rispetto a quando si utilizza quello di semi e i ricercatori concludono che l’olio d’oliva riesce a mantenere maggiormente qualità e nutrienti degli alimenti fritti.

Gli spinaci sono fra gli alimenti più ricchi di ferro?

No, se andiamo a leggere le tabelle di composizione degli alimenti vediamo che gli spinaci sono oltre il 100 posto come contenuto di ferro. Prima degli spinaci, oltre naturalmente ad alcuni alimenti di origine animale, ce ne sono altri di origine vegetale come legumi o rucola, cereali o frutta in guscio. Certo un etto di spinaci contiene più ferro di un etto di filetto di bovino, ma viene assorbito dal 2 al 7 % del ferro degli spinaci. Questo vuol dire che se dovessimo coprire il nostro fabbisogno quotidiano di ferro soltanto utilizzando spinaci, dovremmo mangiarne tra i 10 e i 15 kg al giorno.

Gli alimenti surgelati durano a lungo perché contengono conservanti?

No, i surgelati sono alimenti conservati per azione del freddo mediante un processo speciale di congelamento rapido detto appunto surgelazione, e non contengono conservanti. Come fa la surgelazione a conservare gli alimenti? Non rendendo disponibile l’acqua per la vita dei batteri e l’attività degli enzimi che deteriorano gli alimenti, perché diventa solida. Il valore nutrizionale di un alimento surgelato è molto simile, se non in alcuni casi migliore, del prodotto fresco come confermano diverse analisi di confronto.

Le arance d’oro al mattino e piombo alla sera?

Le arance sono sempre d’oro, a colazione, pranzo o a cena. Non influenzano il processo digestivo che è invece rallentato se si assumono alimenti o condimenti grassi. D’oro perché oltre alla nota vitamina C, contengono fibra, carotenoidi e flavonoidi che svolgono diverse azioni protettive a livello dell’intestino, degli occhi e del cervello. Ma è meglio un’arancia o la spremuta per mantenere intatte queste sostanze? La risposta in una recente pubblicazione che non ammette dubbi: la fibra è dieci volte più concentrata nel frutto rispetto alla spremuta, i flavonoidi otto volte più concentrati nel frutto e i carotenoidi e la vitamina C sono leggermente maggiori nell’arancia rispetto al succo. Insomma verrebbe da pensare… un’arancia ogni pasto?

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