Il fenomeno si chiama Italian Sounding, costa al nostro Paese oltre 100 miliardi di euro (con un aumento record del 70% nel corso dell’ultimo decennio) e si tratta di prodotti falsificati che richiamano impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette italiane ma che nulla a che fare con il nostro sistema produttivo nazionale.

Il fenomeno è nato tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo quando gli italiani emigrarono in cerca di una vita migliore. Da allora la cultura del Belpaese è molto apprezzata ma, non essendo possibile soddisfare la domanda dei prodotti Made in Italy, molte aziende hanno colto l’occasione per immettere sul mercato delle imitazioni con nomi o grafiche che fanno pensare siano provenienti dall’Italia. Il fenomeno è diffuso soprattutto in tutta l’America, in Australia e in alcuni paesi europei.

In generale però, i nomi dei prodotti contraffatti continuano a decantare improbabili origini italiane come la “Mortadela siciliana” prodotta in Canada o il “Dobro Salama Napoli” realizzato in Croazia.

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