Per alcuni di noi, il ristorante cinese è il regno del piacere: gli gnocchi di riso risvegliano da ogni fatica, i ravioli al vapore potrebbero curare una depressione. Per altri, invece, la cucina cinese dischiude un mondo oscuro, di ingredienti innominabili o loschi, dalle origini impensabili, magari coltivati in universi paralleli. Per chi è affascinato e per chi è impaurito: ecco 11 alimenti che non troverete nella cucina di vostro nonno.

Nuvolette di drago. I ristoranti più generosi le offrono mentre si sceglie dal menu. Per i nostri occhi ignari, sono semplici patatine; all’assaggio emergono sapori insoliti, ma si tratta di sfogliatine preparate con fecola di tapioca, acqua e frutti di mare; l’impasto steso e asciugato è poi tagliato e fritto. Generalmente troviamo quelle di gamberi, ma esistono versioni con calamari e altri prodotti del mare.

Occhi di drago. L’occhio di drago è in realtà il Dimocarpus Longan, un frutto tipico del Sud della Cina; il nocciolo che si intravede attraverso la polpa semitrasparente e che ricorderebbe una pupilla, può impressionarvi, ma il sapore è dolce e rinfrescante.

Zha cai. Probabilmente lo avete trovato scritto nella versione inglese Tsa Tsai e non avete comunque saputo ipotizzare di cosa si tratti; aiuta la denominazione alla buona di verdura di Sichuan. Per questa antichissima preparazione, il gambo della pianta di senape è salato, pressato, arricchito con peperoncino e lasciato a fermentare in un contenitore di terracotta. Può insaporire zuppe, carni rosolate, verdure saltate.

Mirin. Il mirin è una sorta di aceto di riso di origine nipponica, molto diffuso in Cina; ha una bassa gradazione alcolica e un’importante presenza di zuccheri.

Pinne di pescecane. Se spesso i nomi cinesi appaiono suggestivi, in questo caso si tratta proprio di quel che il nome rivela. Le pinne di pescecane sono utilizzate soprattutto in una prelibata zuppa, conosciuta fin dai tempi della dinastia Ming.

Bambù. Nella cucina cinese, i germogli di bambù costituiscono una ricca fonte di minerali (ferro e potassio), fibre e proteine; da noi arrivano già inscatolati, ma in Cina si raccolgono freschi nelle radure attorno ai boschi. Hanno sapore estremamente delicato, ma consistenza vagamente croccante.

fonti: Agrodolce

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