Pochi tartufi, ma ad Alba turisti da tutto il mondo!

Nuova Zelanda, Canada, Svezia e Giappone. Bastano dieci minuti di sosta all’ingresso del cortile della Maddalena per capire quanto sia appropriato il termine «internazionale» applicato alla Fiera del tartufo inaugurata venerdì sera ad Alba. Ieri, al primo giorno di apertura del mercato autunnale delle trifole, la coda dei visitatori era già lunga e abbondantemente multilingue.

E dire che i tartufi, con questa siccità prolungata, continuano a scarseggiare. E i prezzi a salire: le quotazioni medie vanno dai 450 ai 500 euro l’etto e una «grattata» su un piatto di tajarin o di fonduta, nei padiglioni della Fiera, viene venduta a 35 euro. È la legge della domanda e dell’offerta, con la speranza che nelle prossime settimane qualche prodotto in più possa arrivare sul mercato, che ad Alba rimarrà aperto tutti i weekend (fino al 26 novembre) dalle 9,30 alle 20, offrendo il meglio dell’enogastronomia locale. Ma anche vere e proprie esperienze culinarie, con le «wine tasting experience» e i «foodies moments» in compagnia dei grandi chef italiani.

Prima domenica dell’evento internazionale. Le quotazioni medie vanno dai 450 ai 500 euro l’etto!

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